Tra gli interventi di chirurgia plastica nelle zone intime femminili, ormai è consueto richiedere, da parte di molte donne, quello del “Vaginal Tightening”  meglio conosciuto come “restringimento della vagina”. Lo scopo di questo tipo di operazione è quello di intervenire sulla parte più esterna del canale vaginale, nella quale, attraverso la penetrazione del fallo maschile, la donna prova piacere. Mediante il restringimento vaginale si conferisce un aspetto migliore e rinvigorito alla parte in questione, se questa si presenti poco tonica ed eccessivamente rilassata nel tono muscolare.

 

CANDIDATE  IDEALI

Al “vaginal tightening” fanno ricorso tutte quelle donne che in seguito al parto o all’avanzare naturale dell’età, presentano un rilassamento della struttura vaginale, sia interiormente che esteriormente ma, soprattutto, non provano piacere durante i rapporti sessuali, in quanto il canale vaginale risulta troppo poco sensibile all’atto, data la sua eccessiva “distensione”. Vogliono rimediare al problema, ringiovanendo l’intero apparato intimo femminile.

 

VISITA PREVENTIVA

Ovviamente, come per tutti gli interventi chirurgici, occorre che la paziente si rivolga ad un chirurgo esperto che sappia verificare se è possibile svolgere l’operazione. Pertanto, durante la visita, alla paziente sarà illustrato il modo col quale s’interverrà sulla zona e l’evolversi della guarigione.

 

TIPI  D’ INTERVENTO

Si può intervenire in due modalità: mediante incisione con bisturi oppure strumentazione laserInnanzitutto alla paziente è somministrata un’anestesia locale con sedazione.In seguito il chirurgo opera un’incisione col bisturi, con cui viene rimosso il tessuto vaginale in eccesso, vengono “ristretti” i muscoli interni alla vagina e l’orifizio esterno. A differenza dell’incisione col bisturi, l’intervento mediante laser sfrutta l’energia termica per indurre il collagene interno alla vagina, stringendo il canale. Questa tecnica d’intervento risulta meno invasiva e garantisce maggior sicurezza e velocità d’azione, soprattutto nella fase di guarigione. In conclusione all’operazione vengono applicati dei punti di sutura riassorbibili. La durata dell’intervento varia in base alla tipologia d’azione scelta.

 

GUARIGIONE

Dal momento che sono riassorbibili, non è necessario farsi rimuovere i punti di sutura. Per i primi 7 giorni si avvertirà gonfiore e, talvolta, lividura della zona, ma ciò rappresenta una conseguenza  di normale routine. In caso di dolore, esso sarà di lieve entità. Riguardo le attività quotidiane, è possibile riprenderle da subito, mentre la ripresa dell’attività sessuale dovrà attendere almeno 6 settimane.

 

RISULTATI OTTENUTI

Percentuali molto alte attestano il successo di questo tipo d’intervento di chirurgia plastica, ma bisogna verificare i risultati paziente per paziente, mediante indagini soggettive. Ciò riguarda anche la durata dei benefici apportati dall’operazione.

  

EVENTUALI RISCHI

Tra i più comuni rischi dell'intervento di restringimento vaginale, si riscontrano  infezioni, cattiva cicatrizzazione della ferita, ematomi o eccessivo sanguinamento. Seppur prevedibili, queste complicanze sono molto rare e, nel caso si verifichino, il chirurgo saprà facilmente porvi rimedio. Infatti, durante la visita pre-operatoria, il chirurgo, con molta chiarezza, illustrerà queste eventualità alla paziente, in modo che, in caso si verifichino, sarà preparata ad affrontare la situazione con calma, contattando immediatamente il medico.

 

 

Nel centro di chirurgia estetica Firenze del Medico Roberto Bertoloni, per l'intervento di vaginaltightening vengono utilizzati esclusivamente materiale certificato, garantendo al futuro paziente che ci si sottopone la massima tranquillità e trasparenza.

 

 

 

Dott. Roberto Bertoloni