L’intervento di ginecomastia comporta la riduzione volumetrica della mammella sproporzionata maschile.Talvolta, a causa di disfunzioni ormonali o cromosomiche, sovrappeso o obesità, la ghiandola mammaria maschile si sviluppa eccessivamente, in maniera anomala, tendendo ad assumere forme e dimensioni analoghe alle mammelle femminili. Ciò comporta disagi e disturbi psicologici tali da spingere all’unico rimedio possibile in questi casi: il ricorso alla chirurgia estetica.Più nello specifico si riscontrano casi di pseudo - ginecomastia, quando il problema è derivato da un accumulo eccessivo dell’adipe sul petto dell’uomo.

PRIMA DELL’INTERVENTO

Prima di scegliere la tipologia di intervento da eseguire, è necessario recarsi da un chirurgo per una visita approfondita, durante la quale viene esaminato il petto del paziente, affinché si comprendano al meglio le motivazioni della ginecomastia: ipertrofia ghiandolare, eccesso adiposo o entrambe. A seconda delle cause diagnosticate, viene dunque scelto il tipo di operazione da effettuare, in seguito alla quale il paziente potrà recuperare autostima ed avere una percezione virile del suo aspetto.

FASE OPERATORIA

Se la causa ricercata dipende dall’accumulo di tessuto adiposo, il paziente è sottoposto ad anestesia locale, con ricovero in day hospital ed il chirurgo interviene con una liposuzione, che consiste in un’aspirazione del tessuto adiposo mediante una cannula. Vengono applicati i punti di sutura e le medicazioni. Le cicatrici derivanti sono di piccole dimensioni, quasi impercettibili. Se la causa ricercata, invece, dipende da uno sviluppo anomalo ed eccessivo della ghiandola mammaria, il paziente è sottoposto ad anestesia totale, con conseguente ricovero di 2/3 giorni; di seguito il chirurgo procede prima con una liposuzione, poi incide l’areola, seguendo il suo perimetro, e rimuove l’eccesso del tessuto ghiandolare o l’intera ghiandola mammaria stessa. Termina l’operazione applicando infine i punti di sutura. Per entrambe le tipologie di intervento, attorno alla zona toracica del paziente, vanno applicate fasciature a compressione, che, frenando il petto, contribuiscono alla guarigione. In genere l’operazione ha una durata che varia dai 45 minuti alle 2 ore.

FASE  POST-OPERATORIA

Dopo 2/3 giorni va rimossa la fascia compressiva, la quale  va sostituita da una fascia elastica, da indossare per circa 15 giorni. E’ consigliabile riposo assoluto per  2/3 giorni, dopo i quali si possono riprendere le proprie abitudini quotidiane, evitando di sottoporsi a rischi ed evitando l’immersione della zona in acqua. Decorsi 10/15 giorni bisogna rimuovere i punti di sutura e così è possibile riprendere qualsiasi attività, seppur evitando ancora sforzi eccessivi. In caso di sopraggiunta di dolore o fastidi, si possono assumere analgesici.

EVENTUALI  RISCHI

Tra i rischi più comuni sono stati riscontrati sanguinamenti o infezioni, ai quali si può rimediare facilmente, mediante somministrazione di antibiotici. Molto raramente si rischiano emorragie, necrosi dell’areola o del tessuto adiposo e perdita della sensibilità del capezzolo temporanea o permanente. Per evitare di incorrere in queste spiacevoli situazioni, è opportuno seguire tutti i consigli che il chirurgo fornisce. Solo in questo modo si può guarire rapidamente e facilmente, raggiungere gli obiettivi prefissatisi e, quindi, ottenere risultati più che soddisfacenti.

 

Nel centro di chirurgia estetica Firenze del Medico Roberto Bertoloni, per l'intervento di ginecomastia vengono utilizzati esclusivamente materiale certificato, garantendo al futuro paziente che ci si sottopone la massima tranquillità e trasparenza.

 

Dott. Roberto Bertoloni